Arrestato a Reggio Calabria il super latitante  Pasquale Condello ,detto il supremo.

Reggio Calabria-18 febbraio 2008. A Pellaro, periferia sud di Reggio, i carabinieri del Ros lo hanno finalmente preso e per Pasquale Condello, 58 anni da compiere a settembre, è finita una latitanza che ha avuto dell'incredibile. Condello è ritenuto, infatti, l'esponente più importante della 'ndrangheta ed e' "equiparato - hanno detto gli investigatori a Reggio ed il ministro dell'Interno, Giuliano Amato - alla figura di Bernardo Provenzano in Sicilia. L'uomo della prima e della seconda guerra di mafia a Reggio, mille morti ammazzati nel breve volgere di una stagione, ha segnato infatti la storia delle cosche di Reggio Calabria e dell'intera provincia. Il suo rapporto con gli Imerti, che erano contrapposti ai De Stefano ai quali Condello era inizialmente legato (rapporto che 'il supremo' aveva cementato alle sue nozze, con 'compari d'anellò Paolo De Stefano e Giovanni Fontana) nel primo scontro che si trascinò fino alla fine degli anni '70, fu suggellato nel febbraio del 1985 con un altro matrimonio, quello dello stesso Antonino Imerti con una cugina di Pasquale Condello. La seconda guerra di mafia inizio' con i due tentativi di assassinio di Imerti ma Condello uscì indenne anche da questo terremoto. Comandava un gruppo che gli offriva un efficiente rete di protezione e di riciclaggio, potendo contare su appoggi che erano riusciti a mettere in campo un impero stimato in 50 milioni di euro tra immobili e mobili, attività commerciali sia a Roma che in altre città italiane. Ma Condello era anche il boss che aveva ordinato il delitto più eccellente della 'ndrangheta in quegli anni, quello di Lodovico Ligato, l'ex presidente delle Ferrovie dello Stato assassinato in un agguato la notte del 27 agosto 1989. La lunghissima latitanza non gli vietò di partecipare a pieno titolo a tutti i summit di mafia svoltisi in questi anni. "L'arresto di oggi - dice il pm Franco Mollace, che lo ha tenacemente inseguito in questi anni - è la conclusione di un lavoro ed un percorso lungo dieci anni. E' una grande soddisfazione. Adesso vedremo se ha il volto della vecchia 'ndrangheta o se ha il nuovo volto delle cosche che trattano con politica ed economia. Era uno degli ultimi capi rimasti liberi''. Dopo l'arresto Pasquale Condello è stato portato nella Scuola allievi dell'Arma di Reggio, dove è giunto anche il coordinatore della Dda reggina, Salvatore Boemi, e dove gli sono stati notificati i provvedimenti restrittivi per i quali era ricercato.
L'arresto del boss, ha affermato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, <<è un segnale importante per la lotta alla 'Ndrangheta e dimostra che anche importanti boss latitanti finiscono in cella>>.


(ANSA)