|
REGIONE CALABRIA
Osservatorio Regionale per la lotta
alla mafia ed al crimine organizzato
SOTTOCOMMISSIONE SCUOLA
“SCUOLA ANTIMAFIA”
Linee guida
per progetti didattici-educativi
alla legalità e alla formazione
di una coscienza democratica
in collaborazione con:
Sportello Scuola
Commissione Parlamentare Antimafia
Ministero dell'Interno
Dipartimento Pubblica Sicurezza
"Progetto Sicurezza e Sviluppo Sud"
PREMESSA
Il ruolo della cultura e della scuola è indispensabile nella
formazione della coscienza critica ed è dalla scuola che deve
partire la rigenerazione della società, sviluppando il senso della
legalità, nella diffusione della cultura del diritto e nella
consapevolezza di formare cittadini liberi e soggetti responsabili
del proprio futuro, ma anche di quello della società tutta.
La circolare n. 302/93 afferma che la scuola è comunità educante se
riesce a creare, all’interno di ogni classe, un gruppo che si
riconosca in un sistema di norme condivise, norme che, però, devono
essere condivisibili anche all’esterno della comunità scolastica, in
quella comunità più vasta che è, appunto, l’intera società che
chiamiamo Stato con la “S” maiuscola, per il rispetto che dobbiamo
ad esso come espressione più alta della nostra civiltà.
“L’educazione alla legalità - si legge nella circolare - si pone non
soltanto come premessa culturale indispensabile, ma anche come
sostegno operativo quotidiano, poiché soltanto se l’azione di lotta
sarà radicata saldamente nella coscienza e nella cultura dei
giovani, essa potrà acquistare caratteristiche di duratura
efficienza, di programmata risposta all’incalzare temibile del
fenomeno criminale”.
La nostra società si trova ad affrontare una emergenza speciale,
costituita dalla progressiva espansione del fenomeno della
criminalità organizzata, ormai non più identificabile con una
specifica zona geografica, ma esteso a macchia d’olio su tutto il
territorio nazionale, infiltrato nel tessuto politico, sociale ed
economico del nostro paese. Di fronte a questa realtà estremamente
pericolosa è indispensabile che i giovani non rimangano passivi
spettatori, ma prendano coscienza del problema documentandosi prima
sui singoli aspetti di esso a livello nazionale compiendo una
analisi della situazione del proprio territorio, che li porterà a
visualizzare concretamente il problema.
SCUOLA ANTIMAFIA
Intervento a favore di scuole di ogni ordine e grado, finalizzato ad
incentivare, coadiuvare e supportare attività didattiche
nell’educazione alla legalità e alla non violenza, all’interno di
progetti specifici o anche in assenza di essi, per concorrere allo
sviluppo della coscienza civile e al rinnovamento della società,
collaborando ad iniziative che sensibilizzino i giovani ai temi
della convivenza democratica.
Obiettivi Generali:
educare alla legalità;
contribuire alla lotta contro ogni tipo di violenza e contro la
criminalità organizzata, ritenendo indispensabile affrontare il
problema non solo in campo repressivo, ma ,contemporaneamente, anche
in quello preventivo mediante un'azione sul versante educativo e
culturale.
acquisire di capacità di ricerca attraverso indagini sul territorio
regionale, sulle possibili infiltrazioni della criminalità nel
tessuto sociale, politico ed economico di appartenenza.
Obiettivi Intermedi:
stimolare le giovani generazioni alla formazione di una coscienza
critica, fornendo le conoscenze necessarie e le motivazioni atte a
promuovere non solo lo studio del fenomeno mafioso, nei suoi vari
aspetti, ma soprattutto la cultura antimafia, intesa come cultura
del diritto da diffondersi nel quadro più ampio di una
sensibilizzazione civica essenziale allo sviluppo della legalità e
al recupero dei valori.
concorrere alla formazione di donne e uomini cittadini, favorendo un
impegno culturale inteso non in modo accademico, ma, piuttosto, come
legame profondo con i problemi dell’essere umano e della società
attuale, impostando l’educazione alla legalità, non come una
disciplina a sé stante, ma come un orizzonte culturale di valori
civili da cui emergano comportamenti e contenuti coerenti;
consentire una conoscenza di quelle condizioni di illegalità diffusa
che hanno bloccato la nostra democrazia, conducendo il Paese in uno
stato di profonda crisi morale, politica, istituzionale.
Infatti, solo attraverso una sensibilizzazione nei confronti delle
cause del fenomeno la scuola può contribuire ad attivare nei giovani
comportamenti improntati ad una nuova etica, a un nuovo rapporto tra
i cittadini e tra essi e le istituzioni.
Il nucleo centrale dell’itinerario educativo didattico sarà
l’analisi del fenomeno mafioso che pur nella sua specificità, si
configura luogo di confluenza delle patologie della nostra società.
Non si vuole aggiungere un ennesimo argomento storico ai tanti di
cui è sovraccarica la scuola; è importante che l’occuparsi di mafia
(o meglio delle mafie, comunque travestite) divenga uno strumento di
maturazione globale, un pretesto per conoscere alcuni contesti
fondamentali, come quello dell’economia, dei ruoli e dei doveri
professionali, delle leggi e dei patti che uniscono e regolamentano
la convivenza sociale, dei conflitti e della necessaria prevenzione
della violenza (con le implicazioni interdisciplinari che ciò
comporta).
Pertanto si ritiene fondamentale trattare didatticamente il tema
della mafia come fenomeno/comportamento vicino e sotterraneo,
soprattutto osservandone le cause e i luoghi di origine, i terreni
di coltura, i meccanismi e le procedure utilizzate, le
ripercussioni.
Metodologia
L’intervento prevede due momenti paralleli di cui l’uno formativo
per i docenti, l’altro educativo da destinare agli studenti.
Nell’ambito formativo si pensa di formare un gruppo di insegnanti
esperti scelti tra docenti e presidi che potrà poi essere utilizzato
anche a livello nazionale ed internazionale. Tali esperti verranno
formati con un apposito corso che si snoderà nell’anno scolastico
2000-2001 attraverso stage formativi intensivi e percorsi
microseminariali che coinvolgeranno studenti e docenti universitari,
sociologi, politologi, giornalisti, magistrati, studiosi, storici e
ricercatori che collaborano con l’Osservatorio Antimafia,
parlamentari e consulenti della Commissione Parlamentare Antimafia,
rappresentanti istituzionali.
Nella formazione dei Tutor d’area, segnalati dai cinque provveditori
agli studi, si provvederà ad elaborare, per poi raccogliere in un
Cd-rom da destinare alle scuole, ricerche e materiali sul fenomeno
della ‘ndrangheta e sui molteplici aspetti che la caratterizzano
anche nell’ottica di colmare il vuoto di studi e di ricerche che al
contrario abbondano per altri fenomeni quale quello siciliano.
L’itinerario educativo si articola attraverso la ricerca,
l’approfondimento e lo sviluppo di alcune tematiche fondamentali.
Significato del Patto Sociale
la regola come fondamento della società ;
la regola come garanzia, diritto, comunicazione tra pari;
dall’accettazione delle regole alla responsabilità (la differenza
tra omertà, delazione e denuncia).
LA MEMORIA : PATRIMONIO FORMATIVO
Le Mafie come storia progressiva di violazione di regole e diritti
dal banditismo alla moderna criminalità organizzata;
le mafie italiane (cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra, sacra corona
unita);
la presenza mafiosa in aree nazionali tradizionalmente non
implicate;
le altre mafie;
gli organismi investigativi;
collaboratori e testimoni di giustizia
mafia e poteri occulti;
i sequestri di persona;
racket - usura;
mafia e mercati finanziari , l'economia criminale .
STRUMENTI
- Monitoraggio attraverso questionari e interviste per rilevare tra
gli studenti gli stereotipi esistenti e le preconoscenze;
- dibattiti, lezioni di esperti, lavori di gruppo con analisi di
testi, articoli di stampa;
- rappresentazioni teatrali, proiezioni di film;
- drammatizzazioni da realizzare anche in collaborazione con gli
studenti;
- realizzazione e pubblicazione di testi e di che raccolgano i
risultati più significativi delle attività di ricerca e materiale
prodotto nell’ambito delle iniziative promosse.
Per la verifica, verranno definite schede e tabelle che
consentiranno di pervenire all’uso formativo dei risultati. Gli
studenti, inoltre, saranno invitati ad esprimersi sulle tematiche
trattate con delle libere elaborazioni.
L’Osservatorio regionale per la lotta alla mafia e al crimine
organizzato, struttura istituita dalla Regione Calabria con delibera
G.R n°1515 del 14/5/1999, al fine di fronteggiare la penetrante
azione dell'incultura mafiosa, rivolge particolare attenzione al
mondo dell'istruzione, attraverso una promozione culturale di tipo
specifico, avendo ,tra i compiti d'Istituto ,quello di "operare per
un rinnovato processo di rafforzamento della coscienza civile e
costituzionale delle comunità calabresi."
A tale scopo, sono state tracciate delle indicazioni operative ,in
merito alle quali, l'Osservatorio rende disponibile materiale
concernente il fenomeno della criminalità organizzata, dossier,
Cd-rom, pubblicazioni;
- partecipa, promuove ,incontri nelle scuole e fornisce un
contributo, anche attraverso propri consulenti, attivando una serie
di servizi che possono essere utili agli operatori ed alle agenzie
educative, proponendosi di attivare un dialogo rispettoso delle
reciproche funzioni.
Questo lavoro, che vede la Calabria regione pilota , si avvale di
una collaborazione interistituzionale tra Osservatorio della Regione
Calabria, sportello scuola della Commissione Parlamentare antimafia
e dipartimento di P.S. del Ministero dell'Interno nell'ambito del
progetto Sicurezza - Sviluppo Sud.
Iniziative nelle scuole dell’obbligo
E’ nostra convinzione che la diffusione della cultura antimafia,
intesa come cultura del diritto, debba partire dalle scuole
dell’obbligo. Alle medie superiori, i ragazzi arrivano con una
cultura radicata, eredità del substrato ambientale che li circonda.
Sarebbe opportuno, quindi, intervenire prima contro codici,
pregiudizi, comportamenti, disvalori, ambiguità.
Metodologia: i bambini sono generalmente portati ad assumere
atteggiamenti rigoristici nei confronti delle “regole”. Maturare il
senso della legalità significa anche essere in grado di conciliare
regola ed eccezione, salvaguardando il valore della prima ed
imparando a “vedere” le ragioni di comportamenti, azioni,
atteggiamenti dei singoli. Tutto questo è possibile attraverso un
percorso sistemico e graduale, da riprendersi ciclicamente nei vari
ordini di scuola utilizzando metodi diversi, che comprendono il
“laboratorio cognitivo”, i giochi di ruolo, la drammatizzazione, la
psicomotricità, i giochi di squadra, le interviste, il problem
solving, ecc.
Il percorso proposto può preludere, per gli ultimi anni della scuola
elementare e per la scuola media, all’introduzione del tema delle
“leggi”, sia in senso attuale sia nel loro sviluppo storico.
obiettivi
Avviare processi di cambiamento nel sistema rapporti interpersonali;
Ricercare le problematiche che sono di ostacolo alla crescita
democratica del ragazzo;
Verifica del sistema delle relazioni;
attivita’
Partire dalla quotidianità: racconti, biografie, vissuto personale,
disegni, conversazioni, linguaggio corporeo.
Indagini, interviste, questionari, socializzazione dell’indagine,
mostre, relazioni, fotografie, audiovisivi, schede tecniche
scientifiche, articoli di stampa, ricordo di personaggi simbolo
della mafia.
Gli incontri si concludono con la progettazione di iniziative per i
genitori degli alunni, in modo da creare una trama coerente di
obiettivi e di valori tra scuola ed extra scuola.
Contenuti: obiettivi cognitivi ed educativi.
“vedersi”, “accettarsi”
“accorgersi” degli altri (attività didattiche:
orientarsi tra gli altri psicomotricità
ascoltare gli altri, esprimersi drammatizzazione
organizzarsi, collaborare giochi di gruppo,
laboratorio cognitivo…..)
giocare e lavorare insieme
“stare bene insieme” adulti e bambini
accorgersi di essere un gruppo
“vedere” gli obiettivi del gruppo
rendersi conto dei ruoli di ciascuno
scoprire le regole di comportamento che consentono di giocare e
lavorare
collegare le regole con i propri comportamenti
darsi delle regole
“vedere” ciò che è bene per sé
confrontarsi con gli altri
mettersi dal punto di vista degli altri
“negoziare soluzioni ai conflitti
formulare regole accettate da tutti
osservare le conseguenze del non rispetto delle regole
cercare modi efficaci di comunicare le regole
comprendere la convenzionalità e la relatività
cercare i “perché” dei propri comportamenti
giudizi e pregiudizi: confrontarsi, discutere, contestualizzare
comprendere le ragioni di eccezioni e deroghe rispetto alle regole
stabilite
definire la trasgressione
comprendere che cosa è la responsabilità
“vedere” la norma come strumento di sicurezza individuale e di
stabilità e benessere del gruppo.
Ritenendo il messaggio visivo più immediato, l’Osservatorio
procederà a diffondere nelle scuole dell’obbligo delle raccolte di
vignette elaborate dagli studenti dei licei artistici della Regione,
che illustrino ai più piccoli gli effetti deleteri della violenza e
del fenomeno mafioso.-
Osservatorio Regionale per la lotta
alla mafia ed al crimine organizzato
Via Demetrio Tripepi, 72 - 89125 Reggio Calabria
Tel 0965-312152 - 312153 - Fax 0965 - 312400
E-mail: antimafiacalabria@katamail.com
Coordinatrice regionale responsabile della struttura:
Adriana Musella
SOTTOCOMMISSIONE SCUOLA:
Prof. Giovanni Garreffa
Provveditore agli studi di Crotone
Dr.ssa Marzia Tucci
Provveditore agli studi di Cosenza
Dr. Giulio Benincasa
Provveditorato agli studi di Vibo Valentia
Prof. Guido Leone
Provveditorato agli studi di Reggio Calabria
Dr. Michele Loiarro
Provveditorato agli studi di Catanzaro
Prof.ssa Angela Costabile
Dipartimento "Scienze dell'educazione"
Università della Calabria
Prof.ssa Renate Siebert
Dipartimento "Sociologia"
Università della Calabria
Commissione Parlamentare Antimafia
Sportello per le scuole e il volontariato
Palazzo S.Macuto - Roma Tel. 06/6784809 Fax 67604785
Responsabile dr. Pier Paolo Romani
Ministero dell'Interno
Dipartimento Pubblica Sicurezza
Via Panisperna, 200 - Roma
Progetto "Sicurezza e sviluppo Sud
Responsabile dr. Giuseppe Maddalena
|