MODELLO PROGETTUALE: SVILUPPO DELLA CULTURA DELLA LEGALITA’

“SE VINCE IL PIU’ FORTE”
“UN UOMO NATO SCHIAVO DISSE CIRCA UN SECOLO FA AD UN ANTROPOLOGO: … LEI VUOLE REGALARMI IL DIRITTO DI ESSERE UOMO. QUELLO E’ UN DIRITTO CHE AVEVO GIA’ QUANDO SONO NATO. PUO’ IMPEDIRMI DI VIVERLO, QUEL DIRITTO, SE LEI E’ IL PIU’ FORTE, MA NON POTRA’ MAI REGALARMI CIO’ CHE GIA’ MI APPARTIENE”.
KOFI ANNAN- SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU

PREMESSA

La scuola italiana si trova attualmente ad operare, in un contesto storico-sociale alquanto ostico che richiede, da parte di tutti gli operatori scolastici, una sempre più rigida e puntuale attenzione ad alcuni aspetti assai preoccupanti delle vicende nazionali, verso le quali si registra un’obiettiva diminuzione della fiducia nelle Istituzioni e nei valori della legalità.
Le situazioni palesi di aggressività, violenza, rischio, riscontrabili nel quotidiano e, particolarmente, nelle nostre realtà locali, evidenziano l’urgenza di focalizzare norme coerenti di comportamento e “percorsi guida” precisi, al fine di illuminare i giovani, disorientati e fragili, in una società così complessa, ad intraprendere una cultura di tolleranza, solidarietà, pace, che protegga l’uomo nella tutela dei suoi diritti e lo incanali verso la consapevolezza dei propri doveri, nei confronti della collettività.
I giovani di oggi non riescono a trovare orientamenti razionali, logici, a cui rivolgersi né ideologie oggettivamente riconosciute, nelle quali credere.
Gli avvenimenti degli ultimi anni verificatisi in Europa e in molti altri paesi extraeuropei, hanno rivoluzionato l’assetto politico ed antropico, provocando il crollo di sistemi e strutture che, soltanto poco tempo fa, apparivano inattaccabili.
Sono franati miseramente i grandi miti di civiltà, di giustizia, di onestà; i contenitori bilancieri: famiglia, etica, religione, amicizia, sembrano essersi dispersi creando in coloro che erano fiduciosi nelle Istituzioni, prima stupore, poi indignazione, disillusione, incredulità, rendendo i popoli più vulnerabili perché defraudati, non solo della legalità delle strutture istituzionali, ma anche dei valori che esse rappresentavano.
In tale “spaccato”di eventi penosi, la scuola non risulta certamente priva della responsabilità di un sufficiente impegno partecipativo; nonostante i tentativi esperiti, non si può fare a meno di osservare che essa procede nella sua attività educativa e didattica restando un po’ lontana dalla realtà attuale, anche perché le innovazioni seguono un processo lento e faticoso che non è in grado di stare al passo con i mutamenti politici e ideologici vertiginosi che stiamo vivendo.
Ma se la legalità non è un bene naturale del quale tutti possiamo usufruirne incondizionatamente, occorre apprendere una “cultura della legalità”, che va costruita giorno dopo giorno, inculcando nelle giovani menti, la consapevolezza che esistono metodi più razionali e validi per dirimere le questioni personali, politiche, religiose, razziali, sociali e che l’aggressione, la sopraffazione, il non rispetto delle norme civiche non risolvono i problemi anzi, avviluppano l’uomo in una spirale di odio e di violenza che, come esito conclusivo, avrà l’annientamento.
La scuola è l’humus privilegiato di cultura per qualsiasi attività educativa. La sua centralità è inopinabile considerando che, dopo la famiglia, essa costituisce la prima fondamentale Istituzione con cui i ragazzi si confrontano e su cui misurano immediatamente l’attendibilità del rapporto tra regole sociali e comportamenti reali.
E’ necessario allora che la scuola offra ai giovani l’immagine coerente di “luogo” dove i diritti e le libertà di tutti, nel reciproco rispetto, trovino spazio di realizzazione, dove le loro aspettative, mirate ad un equilibrato sviluppo culturale e civile, non vengano frustrate.
In sinergia con le altre Istituzioni competenti e responsabili, essa deve valorizzare le occasioni più propizie ad avviare un percorso gradualmente pervasivo di educazione alla legalità, come presupposto etico e culturale in contrapposizione a tutti i fenomeni di violenza, finalizzato a creare in tutti i cittadini, la coscienza che rivestono, la salvaguardia dei diritti individuali, la correttezza dei rapporti giuridici, il rifiuto di qualsiasi forma di contiguità tra società del diritto e società della sopraffazione.
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PROGETTO

“UNIVERSO GIOVANI”: CONOSCERE PER CAPIRE.



FINALITA’ GLOBALI:
Promuovere una formazione educativa mirata ad individuare ed interiorizzare il legame fra etica, giustizia, libertà, solidarietà e legalità.

FINALITA’ SPECIFICHE:
Intendere il diritto come espressione del patto sociale, indispensabile per costruire relazioni consapevoli tra i cittadini e tra costoro e le Istituzioni;

Consentire l’acquisizione di una nozione più profonda ed estesa dei diritti di cittadinanza, partendo dalla consapevolezza della reciprocità tra soggetti dotati della stessa dignità;

Sviluppare la consapevolezza che condizioni quali: dignità, autonomia, unione, sicurezza, non possano considerarsi acquisite per sempre, ma vanno perseguite, volute e, una alla volta, protette;


Aiutare a comprendere come le organizzazioni della vita personale e sociale si fondino su un sistema di relazioni giuridiche.

OBIETTIVI FORMATIVI:

Evidenziare la percezione del bisogno di rispettare “la regola”, vista non come imposizione, ma come necessaria all’interno di un qualsiasi contesto sociale (famiglia, classe, scuola, luogo di lavoro, Stato);

Educare alla legalità in modo pratico, concreto, “quotidiano”;


Sottolineare il legame tra legalità e democrazia;

Accrescere la coscienza della norma etica in senso culturale, attraverso esempi (pensiero e figure del mondo contemporaneo e della storia);

Avere coscienza dei propri diritti e doveri per crescere come soggetto attivo;

Sviluppare il senso del rispetto per sé, per gli altri, per l’ambiente;
Partire dal proprio vissuto per comprendere la realtà che ci circonda e quindi intendere di far parte di un tutto;

Conoscere e rispettare le norme di convivenza civile;

Educare alla pratica della democrazia;

Stimolare la capacità di ascolto;

Indirizzare verso una effettiva comunicazione: “Cosa significa comunicare? Come avviene la comunicazione? Quali tipi di comunicazione? Gli ostacoli della comunicazione”;


Rafforzare gli atteggiamenti positivi, gli interessi spontanei;

Contrastare ogni forma di discriminazione e di violenza all’interno della scuola e nell’extrascuola;

Osservare i comportamenti negativi nel gruppo, nel territorio, nella società;

Spronare il confronto con l’ “altro”;

Recuperare la memoria della riflessione critica;

Sviluppare autonomia aiutando i ragazzi ad una consapevole maturazione.

CONTENUTI:

La Costituzione italiana: origini e caratteristiche, interpretazione e applicazione;

Studio della Carta dei diritti dell’uomo; i diritti dell’infanzia;

Analisi dei fenomeni di illegalità;

Patologia sociale e norme di comportamento;

Analisi delle forme di violenza nel proprio vissuto, nel proprio territorio, nel sistema sociale;

La criminalità organizzata;

Analisi dei fenomeni mafiosi e delle connessioni d’interesse tra criminalità organizzata e società civile;
Anomia e bisogno dell’ordine sociale e civile;

Modelli formativi che incidono sul comportamento individuale: usi, costumi, moda.

Il problema relazionale con particolare riguardo all’affettività adolescenziale;

Adolescenza: serenità o distruttività?;

I prodromi della devianza;

La criminalità predatoria (microcriminalità);

La famiglia ieri e oggi; diritti, doveri, responsabilità; i problemi della famiglia moderna e i compiti della Stato;

La scuola: comunità fondamentale per la promozione dell’uguaglianza; il diritto all’istruzione, l’organizzazione, il regolamento d’Istituto;

Il territorio: il mio paese, la mia città, la mia regione, la mia patria,
la patria europea, la comunità mondiale;

L’ambiente e la sua interazione antropica; trasformazioni, ecologia, esaurimento delle risorse;

La salute: tabagismo, alcool, droga;

Studio del codice della strada e sicurezza personale;

Il lavoro: bisogni, beni, servizi; i settori occupazionali, il mercato del lavoro;

METODOLOGIA E STRUMENTI

Ricerca, scambio di opinioni, socializzazione consapevole, esperienze personali, questionari, test a risposta chiusa, aperta, multipla, (anche anonimi), relazione seguita da dibattito, interviste, sondaggi, cineforum, ricerca di soluzioni alternative di tipo collaborativo a situazioni di litigiosità, osservazione dei comportamenti nel gruppo e in famiglia, in vari momenti, analisi dei quotidiani alla ricerca dei comportamenti negativi nel territorio, giochi di relazione interpersonale, di comunicazione, di empatia.



STRATEGIE OPERATIVE

Incontri con i genitori per una più responsabile guida dei figli e per una migliore comunicazione dialogica;

Lezioni frontali, guidate, incrociate;

Lavori di gruppo e individuali in classe e fuori dalla scuola;

Incontri con esperti: psicologi, ambientalisti, medici, ed organismi che si occupano della tutela dei diritti;

Incontri con le Istituzioni;

Letture in classe seguite da dibattiti;

Interviste al proprio nucleo familiare;

Interviste a coetanei;


Proiezione di film e filmati e discussioni pertinenti al tema preso in esame;

Corsi di aggiornamento per docenti;

Produzione di strumenti didattici;

Visite esterne presso Enti giuridici e territoriali per l’approfondimento dei quesiti considerati;

Ricerca di documenti e fonti storiche;

Coinvolgimento degli studenti, affinché diventino veri protagonisti del progetto educativo;

Percorsi cruciali che consentano di individuare le necessità del singolo all’interno del gruppo-classe e della classe nel suo complesso;

Relazione continua, con scambio di informazioni, conoscenze, pareri e possibili proposte di soluzioni alla problematiche affrontate;

Ricerche e approfondimenti; lettura di testi, periodici, riviste, romanzi e documenti; utilizzo di software;
Incontri-dibattiti degli studenti e dei genitori con magistrati, ufficiali delle forze dell’ordine, rappresentanti dell’amministrazione comunale, giornalisti, ecc..;


Predisposizione di formulari e domande approntate dagli studenti, da porre ai vari esperti che via via interverranno, durante l’iter progettuale.




VERIFICHE E MONITORAGGIO

Esame oculato delle interviste realizzate dagli studenti e delle statistiche emerse, aprendo un dibattito, sugli aspetti umani e sociali più salienti, scaturiti dal lavoro svolto.

Coinvolgimento dei genitori nell’ascolto delle esperienze diversificate;

Confronto aperto tra ragazzi e docenti dei diversi ambiti disciplinari;

Riscontro di motivazione e interesse verso le attività avviate;

Verifica delle abilità acquisite;

Autovalutazione articolata dei percorsi formativi;


Predisposizione e compilazione di griglie, test, questionari;

Tabulazione dati;

Inventario delle esperienze e degli apprendimenti;

Incontri con esperti : quattro.
Gennaio 2004 - aprile 2004
Unitamente a quelle dei rappresentanti territoriali delle Istituzioni sono previsti gli interventi di
Guido Papalia - Procuratore della Repubblica di Verona
Umberto Ambrosoli - Avvocato penalista
Luigi LI Gotti - Avvocato Penalista
Piero Grasso - Procuratore della Repubblica di Palermo
Patrizia Surace - Avvocato criminologo
Francesco Lalicata - Giornalista
Piero Marrazzo - Giornalista
Renate Siebert - Sociologa
Paolo Crepet - Psichiatra
Claudio Foti - Psicologo
Francesco Bruno - criminologo




CONCLUSIONI

Dovremmo forse esaminare meglio la società del terzo millennio… essa ci appare mutevole, caotica, trasgressiva, esigente, inquieta.
La legalità, il rispetto delle Istituzioni è un dettame che i giovani, indipendentemente dal loro contesto, devono conoscere. Agli educatori spetta il compito di fornire messaggi di alta formazione, a soggetti che mostrano di avere poca stima di sé e della scuola stessa. Gli archetipi di vuoto, i modelli distorti, la mentalità aggressiva e violenta devono essere oggetto di studio di ogni area del sapere perché ogni disciplina concorra a costruire la persona, lo studente, nel suo vivere esistenziale e nel suo inserimento sociale.
Il nostro territorio è ad alto rischio e la legalità è il presupposto per lo sviluppo dell’etica della solidarietà.
Dagli anni ’90 in poi i ragazzi appaiono più carichi di realismo che di utopie; chi ha chiamato questa parte di umanità: “generazione dell’abbastanza”(Milanesi) o “giovani dalla biografia aperta e reversibile”, (Melucci), ha voluto etichettare gran parte della società degli ultimi anni, costellata di violenza, lotta armata, terrorismo, microcriminalità e tutto ciò deve farci prendere coscienza della pericolosità “ambientale ed antropica” in cui crescono i nostri giovani che vedono una geografia del territorio piuttosto dubbia in quanto, accanto alla cultura, all’arte, alla disciplina, si staglia il triste fenomeno della mentalità mafiosa e paramafiosa.
Molti insuccessi scolastici devono essere studiati e diagnosticati con un’accurata progettazione affinché i ragazzi si possano recuperare realmente. Spesso il ragazzo abbandona il percorso didattico perché la scuola diventa un ambiente rigidamente strutturato in orari densi e impegnativi, non offre spazi per la ricerca della propria identità, i programmi non vengono relazionati alla realtà territoriale.
Sicuramente, per far rinascere la speranza, occorre che cambiamo noi adulti, accogliere l’altro anche se deviato, lassista, vagabondo, non con la percezione del fastidio e dell’intrusione ma con apertura, rispetto, disponibilità, ascolto.
Abituiamo i nostri ragazzi, nelle aule, al senso della libertà che non è libertinaggio, al senso della legalità che non è costrizione, al rispetto degli altri che è intelligenza, disciplina concreta di vita….


Affinché si incrementi una valida e corroborata “cultura della legalità” è opportuno partire dalla consapevolezza che il valore sotteso nell’idea di conformità e legittimità è contestuale alla sua natura storica e situazionale, alle condizioni socio-economiche in cui si sviluppa e che di conseguenza, è modificabile non solo in tempi storici ma anche nell’arco dell’esistenza individuale lungo i percorsi di costruzione dell’identità. L’idea e la cultura della legalità vanno pertanto edificate in maniera incessante, e non solo durante il “tratto” educativo, in modo da offrire l’opportunità della piena maturazione di una cognizione critica dell’esistenza del problema.
Con il progetto quindi, si intende fornire un iter pianificato di formazione in servizio rivolto “in primis” ai docenti attraverso l’uso concreto di apposite metodologie, mirate a suscitare la riflessione sulle esperienze.
A tal uopo sarà necessario partire dal presupposto che l’idea di legalità va costruita durante il percorso formativo stesso, mettendo a profitto sia le competenze “elevate” degli esperti sia quelle acquisite dai docenti durante la loro curriculare attività d’insegnamento per giungere ad una riformulazione pensata, lucida e articolata di una nuova idea di legalità scaturita dal confronto.
Questo primo percorso del progetto deve assolutamente essere caratterizzato dalla condivisione consapevole, dopo di che sarà necessario affrontare, nell’ottica della trasversalità, il confronto sul ruolo e la funzione della scuola dal punto di vista strutturale. Tale studio costituirà un forte input affinché l’educazione alla legalità diventi prassi quotidiana, facendo assumere atteggiamenti che promuovano i rapporti interpersonali contribuendo a migliorare la qualità della vita. Successivamente, i docenti coinvolti sperimenteranno con gli studenti il materiale prodotto raccogliendo le loro ansie, aspirazioni, preoccupazioni, spinte ideali, aspettative e proposte nella coscienza che essi sono contemporaneamente, elemento di innovazione ma anche specchio della società in cui vivono.

A conclusione, possiamo asserire quanto segue:
Occorre saper “leggere” i giovani per renderci conto dei valori e dei disvalori esistenti, percepiti nella loro realtà. Gli studenti devono acquisire una comune identità culturale per responsabilizzarsi all’esercizio dell’autonomia intellettuale e concretizzare il diritto di cittadinanza , con una prospettiva di partecipazione individuale attiva, armonica, autoprogettata, in una società camaleontica e funambolesca.

Il Presidente
Adriana Musella