Un futuro di lavoro e di impegno

di Lino Busà - Presidente di Sos Impresa

E’ stato di grande interesse e soddisfazione la “2 giorni” di riflessione dell’Assemblea di Sos Impresa, tenutasi a Viterbo, il 17 e 18 giugno scorsi. Un appuntamento atteso, soprattutto dopo l’incontro del 22 maggio scorso del Coordinamento Nazionale con il Commissario Antiracket ed Antiusura, Raffaele Lauro, e fortemente partecipato, in cui è stato possibile non solo fare il punto della situazione, ma anche rilanciare l’attività dell’Associazione a tutti i livelli.

Importante e motivata la partecipazione degli aderenti, giunti da ogni parte d’Italia che, da una parte, hanno sottolineato i problemi incontrati nel proprio costante lavoro di denuncia e prevenzione dei fenomeni estorsivi ed usurai, ma, dall’altra, hanno manifestato un forte desiderio di rilancio dell’attività di Sos Impresa.

Tra l’altro il 2007 rappresenta un anno importante per Sos Impresa, che festeggia il suo 15° anno di attività. Quindi, un ulteriore e buon motivo per rimotivare l’ispirazione originaria: continuare a rimanere un punto di riferimento certo per tutte le vittime della criminalità.

Fermi restando i principi ispiratori di volontarietà, gratuità ed obbligatorietà della denuncia sono stati elaborati diversi piani di lavoro, di cui il più importante e prioritario è quello della revisione dello Statuto. Un lavoro necessario, proprio per eliminare le parti che, nel corso del tempo, si sono dimostrate inadeguate ed oggi risultano, di fatto, superate. È necessario, quindi, un aggiornamento di alcuni articoli per rispondere, anche dal punto di vista organizzativo, alle nuove esigenze di efficienza e collaborazione tra le varie strutture presenti sul territorio. Un lavoro di vitale importanza per la vita dell’Associazione e, in un qualche modo sollecitato anche dalla prossima revisione del regolamento per l’iscrizione delle associazioni antiracket ed antiusura all’Albo prefettizio. Molti gli interventi in questo senso che hanno focalizzato l’attenzione sull’organizzazione della struttura, sia a livello nazionale, sia a livello locale. Puntualizzazioni raccolte da Luigi Cuomo che, nei prossimi giorni, ci proporrà una bozza di revisione dello Statuto.

Altro punto di vitale importanza la creazione di una “rete legale” tra i centinaia di avvocati presenti all’interno di Sos Impresa o che con essa collaborano. Figure di fiducia importantissime per le vittime, che vengono accompagnate dal punto di vista legale, sin dal momento della denuncia e fino alla conclusione della fase processuale. Un passaggio, come molti di noi sono a conoscenza, molto difficile che, se da una parte, rappresenta un momento di liberazione, dall’altro è anche l’inizio di un doloroso percorso di ricostruzione della propria attività imprenditoriale, nonché della propria esistenza, in cui la delusione e la stanchezza possono prendere il sopravvento. La rete legale non solo permetterà ai nostri avvocati di entrare in contatto tra di loro per scambiarsi opinioni ed esperienze, ma permetterà di avere all’interno di Sos Impresa una struttura efficiente e competente in grado di proporre, in base alle proprie esperienze, serie proposte di modifica alla legislazione antiracket ed antiusura. Primo compito della “rete legale” sarà quello di istituire una consulta giuridica e di formulare una “Carta dei valori” che verrà sottoscritta da quanti decidono di aderire e collaborare con Sos Impresa, in difesa delle vittime del racket e dell’usura. Altro punto importante dell’attività di Sos Impresa sarà quello di costituzione di parte civile nei processi riguardanti i nostri associati.

Non solo. Entro la fine dell’anno, contiamo inaugurare, grazie anche all’accordo firmato con Avviso Pubblico nell’aprile scorso, una serie di nuovi sportelli e centri di aiuto per le vittime dell’usura sul territorio nazionale, nonché di potenziare quelli già esistenti come, ad esempio, lo sportello di Roma-Lazio, che ha già provveduto ad eleggere i nuovi organismi dirigenti. È nostro compito partecipare, infine, a progetti di educazione alla legalità e ad un uso responsabile del denaro, nonché organizzarne di propri.

Altro punto importante è rilancio dell’immagine e della comunicazione di Sos Impresa. Già negli ultimi tempi questa è stata migliorata, l’impegno nel prossimo futuro è dotare Sos Impresa di un sito internet più dinamico ed aggiornato, nonché di una banca dati ed un archivio storico-legislativo ricco ed accessibile a tutti gli aderenti. Al momento, però, il primo e più importante compito è l’organizzazione dell’Assemblea Annuale di Sos Impresa, prevista per settembre prossimo, a cui vi invito, fin da questo momento, a partecipare numerosi. L’Assemblea annuale, come ogni anno, è l’occasione per presentare il Rapporto annuale “La mano della criminalità sulle imprese”, giunto alla sua decima edizione e che, quest’anno, si presenterà con una nuova veste grafica, cui stiamo già lavorando, ed una maggiore attenzione all’informazione e alla pubblicazione dei dati.

Come potete vedere i temi, che ho velocemente elencato, rappresentano dei punti qualificanti importanti per la nostra Associazione e non tradiscono lo spirito originario, anzi lo valorizzano maggiormente. Consapevole del grande sforzo di elaborazione ed organizzazione che ci attende nelle prossime settimane, non mi resta che augurarci un buon lavoro a tutti.

 

 

Continuiamo a lavorare insieme

di Bianca La Rocca

È stato di grande interesse l’incontro organizzato tra il Coordinamento nazionale di Sos Impresa ed il Commissario Antiracket ed Antiusura, Prefetto Raffaele Lauro, il 25 maggio scorso, nella sede della Confesercenti Nazionale, a Roma. Nel corso dell’iniziativa i molti interventi hanno manifestato una certa delusione per il Governo Prodi che, fino ad oggi, non ha manifestato quella auspicata discontinuità nella lotta ai fenomeni del racket e dell’usura, ma anche la consapevolezza di trovarci ad un momento importante ed auspicando una maggiore attenzione da parte delle Isitutzioni.

Il Prefetto Lauro ha condiviso l’analisi del Direttivo e del Presidente  Lino Busà ed ha colto l’occasione per aggiornare sulle iniziative che il Comitato antiracket ed Antiusura ha intenzione di intraprendere nelle prossime settimane, non nascondendo alcune difficoltà.

Nel suo intervento il Prefetto ha sottolineato come l’ex sottosegretario, On. Alfredo Mantovano, si sia fortemente impegnato senza riuscire peraltro ad ottenere due importanti risultati, quali:

  • la riapertura dei termini per la presentazione delle domande al Fondo antiracket ed antiusura;
  • il rifinanziamento del fondo, per 70 milioni di euro, cosa che non accadeva da oltre quattro anni.

Entrambi questi punti sono invece diventati due importanti risultati di questo Governo ed è da questo punto che l’attività del Commissario può essere rilanciata e non solo con l’erogazione a pioggia di denaro, ma anzi avviando un serio monitoraggio di come i Confidi hanno impiegato questi fondi, arrivando fino alla revoca del finanziamento se il risultato ottenuto dovesse risultare fallimentare.

Anche per il Prefetto Lauro, la  prevenzione non può essere scissa dalla solidarietà, ed in questo momento il proprio lavoro, insieme a quello delle tante associazioni impegnate su questo fronte, si trova ad un passaggio cruciale: o si rilancia tutto o si rischia di fallire.

Per questo sono importanti la istituzione dei minipool, (che secondo il Decreto del Ministero dell’Interno diventeranno operative entro il 7 agosto prossimo), ed un rilancio della campagna di informazione, non più generalista, ma, sebbene finanziata dal Fondo per circa tre milioni di euro, verrà gestita dalle Associazioni e dalle Fondazioni nel territorio.

A conclusione dell’incontro il Prefetto Lauro ha rinnovato la sua stima ad Sos Impresa e si è augurato un lungo lavoro di collaborazione per entrambi.

 

nominato il nuovo commissario straordinario beni confiscati

Il magistrato Antonio Maruccia, per anni consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, è stato nominato Commissario straordinario del governo per la gestione e destinazione dei beni confiscati alle mafie. Alla notizia sono state molte le dichiarazioni di stima nei confronti del magistrato, molto conosciuto negli ambienti e nelle associazioni antimafia. Secondo il Presidente della Commissione Antimafia, Francesco Forgione, la nomina di un magistrato esperto come Antonio Maruccia “è una scelta che va nella direzione che da tempo indichiamo, quella di superare gli ostacoli, i limiti e le lungaggini burocratiche ormai palesi della gestione dei beni confiscati... per intervenire anche con una apposita legge per la creazione di un'agenzia che dia impulso e gestisca la confisca e l'uso dei beni mafiosi in tutte le fasi”.

Anche per noi questa nomina rappresenta un segnale importante del Governo nel recupero degli immensi patrimoni e delle ricchezze delle mafie, per tale motivo auguriamo di cuore al Dott.  Antonio Maruccia un buon e soddisfacente lavoro.

 

Nascono i minipool antiracket ed antiusura

Accelerare l’erogazione dei benefici previsti dalle leggi 108/96 e 44/98 (elargizioni per le vittime delle estorsioni e mutui decennali senza interessi per le vittime dell’usura) rendendo, in tal modo, più tempestiva ed idonea la risposta solidale dello Stato alle vittime che abbiano denunziato estortori e usurai. E’ questa la finalità dei minipool antiracket e antiusura che, di qui a breve, saranno istituiti presso tutte le Prefetture dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato, su proposta del Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Raffaele Lauro. “Il minipool assicurerà, in particolare, il monitoraggio, anche informatico, delle denunzie e delle istanze di accesso al Fondo di Solidarietà non ancora definite ed una proficua collaborazione con l’Autorità Giudiziaria per accelerare le procedure di concessione dei benefici – spiega una nota del Viminale -. Questa iniziativa organizzativa completa il Piano 2006/2007, volto a rendere più efficiente il servizio pubblico della solidarietà alle vittime del racket e dell’usura”. Il minipool antiracket e antiusura, sarà reso operativo dai Prefetti entro il 7 agosto prossimo e sarà composto da un funzionario della Prefettura, che coordinerà le riunioni e renderà operative le decisioni adottate, un rappresentante della Questura, un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri ed un ufficiale del Corpo della Guardia di Finanza. In relazione a particolari temi, il Prefetto potrà far partecipare alle riunioni anche rappresentanti dell’autorità giudiziaria; delle organizzazioni antiracket e antiusura, dei Confidi e del sistema bancario, degli enti locali, delle associazioni imprenditoriali, di categoria o delle Camere di Commercio.

Sos Impresa ed altre associazioni antircket non nascondo una certa delusione per questo Decreto che, partito con tutt’altro spirito, ha perso gran parte dello spirito originario trasformandosi solo in un nuovo appesantimento burocratico.

 

A PROPOSITO DI MAFIA E USURA Intervista a Enzo Ciconte a cura di Lara Gobbi

Che rapporto c’è tra l’organizzazione mafiosa e il fenomeno dell’usura?

Rispetto all’azione del singolo, l’organizzazione di stampo mafioso attraverso l’usura agisce su due

aspetti complementari: nel controllo delle attività delle imprese in situazioni finanziarie difficili e, cosa ancora più importante, nel riciclaggio di denaro sporco attraverso un’attiva “legale”. In altri termini l’usura, per il mafioso, diviene uno strumento straordinariamente efficace e a basso rischio di contrasto,per veicolare senza clamore azioni che alterano le regole del mercato e della concorrenza.

L’usura è sempre appartenuta alla holding mafiosa ?

Cosa nostra nella sua “etica” tradizionale considerava l’usura, come pure la prostituzione, come azioni proprie di uomini disonorati. Solo negli anni ’50 del secolo scorso la modernizzazione della cultura mafiosa, frutto di un rapporto con un mercato aggressivo e iperdinamico e attraverso un più stretto sodalizio con Cosa nostra americana, legittimò la pratica sistematica dell’usura . Perché l’usura offre un servizio funzionale di credito per citare il libro di Busà e Bianca La Rocca “per continuare ad affermare un criterio di sovranità nei luoghi in cui agisce”. Per l’ndrangheta, invece, l’usura non è mai stata un problema di “etica” mafiosa.

Il fenomeno dell’usura di stampo mafioso è circoscrivibile alle regioni di insediamento tradizionale?

No. Il fenomeno coinvolge realtà regionali del centro e del nord Italia. Per esempio nel Lazio il problema è stato segnalato in forme preoccupanti nelle province di Roma, Latina e Frosinone. Sappiamo di presenze inquietanti nella provincia marchigiana di Pesaro e Urbino, in Emilia Romana nella provincia di Modena. E poi ancora a Milano,Genova e Torino. L’elenco comunque è lungo e rinvio al libro di Busà e La Rocca.

E da noi, nella provincia riminese?

Il fenomeno è in corso di monitoraggio .Ci sono stati e ci sono indicatori che ci dicono che la realtà riminese non è estranea al fenomeno. Vorrei solo ricordare, se non altro , la presenza di numerosi esponenti di famiglie mafiose sulla costa romagnola già a partire dagli anni ’60, come ho abbondantemente documentato nel mio libro Mafia,Camorra e ‘Ndrangheta in Emilia Romagna, uscito nel 1998, e nelle relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia dalla sua istituzione ad oggi. E’ ovvio che tali presenze lasciano intendere la possibilità realistica anche di un’attività di usura.

 

IL PERCHÉ DI QUESTO LIBRO Intervista a Lino Busà a cura di Laura Gobbi

Quali sono le ragioni cha l’hanno portata, unitamente a Bianca La Rocca, a scrivere il libro?

Il libro è stato scritto a dieci anni esatti dall’approvazione della legge antiusura del 7 marzo 1996. Ci proponevamo di trarre un bilancio dei risultati raggiunti dall’applicazione della legge, e al tempo

stesso dare un quadro dell’evoluzione del fenomeno.

Come è nata la legge 108 del 1996?

La legge 108 è stata approvata il 7 marzo del 1996 a Camere sciolte e a furor di popolo. Da diversi

mesi, infatti, la legge era ferma alla Commissione Giustizia del Senato, le forze politiche, sotto la

pressione di possenti lobby, non trovavano l’accordo per portarla in aula ed arrivare alla sua

approvazione definitiva. Inoltre durante il dibattito nella Commissione parlamentare incombeva la crisi di Governo con il rischio che il lavoro sino a quel momento svolto venisse vanificato.

A tale soluzione non si poteva arrivare anche perché in quegli anni erano stati numerosi i casi di

omicidi, suicidi e tentati suicidi di persone disperate. In questo contesto nacque in Confesercenti l’idea di dar vita ad un evento di portata nazionale che richiamasse la politica alle proprie responsabilità, tale evento si concretizzò nel “Treno contro l’usura” che riuscì a guadagnarsi l’attenzione dei telegiornali e della stampa e a raccogliere grande consenso e solidarietà popolare.

Così, malgrado il Parlamento fosse nel frattempo sciolto e la campagna elettorale fosse già avviata, la Camera dei deputati si riunì in seduta straordinaria ed approvò, praticamente all’unanimità, con il solo voto di astensione di Forza Italia, la legge 108 che sarebbe passata alla cronaca come la legge contro l’usura.

Chi è il soggetto che si rivolge all’usuraio?

E’ un soggetto che opera nell’economia legale ma che non può usufruire del credito erogato legalmente perché si trova in uno stato di sofferenza cronica oppure perché da questo ne è stato escluso, pensiamo ai protestati. Questo soggetto, quindi, si troverà ad affrontare un dilemma e cioè a scegliere se è più conveniente uscire del tutto dal mercato legale dell’economia o se tentare di restare nell’economia legale ricorrendo al mercato illegale del credito. Ad essere largamente prescelta è la seconda opzione con la conseguenza che il soggetto entra in contatto con l’attività a nero del credito. In tal modo il mercato illegale subentra e surroga quello legale.

Il mercato illegale del credito è unico?

No, all’interno del mercato illegale del credito è possibile individuare due grandi settori.

Un settore è rappresentato dal prestito alle famiglie e alle micro imprese (si pensi allo strozzinaggio di vicinato, tra fornitori e clienti, di ambiente di lavoro) che ha come unico fine il ricavo di una rendita parassitaria. Tale settore, pur rimanendo presente e solido, rappresenta una quota via via decrescente del mercato. Altro settore è quello dell’usura strutturata, ovvero l’erogazione di denaro finalizzata a depredare imprenditori, giocatori d’azzardo incalliti, benestanti viziosi, tanto nei loro patrimoni produttivi che in quelli privati si pensi alle imprese, ai beni immobili e alle eredità.

Esistono degli strumenti di difesa contro l’usura?

Innanzitutto occorre rilevare che come tutti i fenomeni la cosa fondamentale è quella di cercare di

prevenire; comunque la legge 108 del 1996 ha tra i suoi obiettivi quello di spezzare il rapporto di

dipendenza dall’usuraio e ciò può avvenire solo con la denuncia.

Solo dopo la denuncia da parte della vittima è possibile intraprendere un percorso che nella maggior

parte dei casi porterà alla completa riabilitazione. Ad aiutare tali soggetti in questo lungo e penoso

cammino di recupero alla legalità provvedono alcune strutture specializzate quali gli ambulatori antiusura, le associazioni, i confidi e le fondazioni.

Come ci ha detto all’inizio dell’intervista il libro nasce con l’intento di fare un bilancio di questi dieci anni di applicazione della legge, quindi che bilancio si può fare?

Purtroppo non è un bilancio esaltante anche se siamo in presenza di qualche segnale nuovo, come ad esempio il rifinanziamento del Fondo di prevenzione! L’usura comunque resta un reato sommerso, scomparso dalla cronaca e dalla politica ed oggi, come agli inizi del decennio scorso, resta il silenzio delle vittime e di gran parte delle istituzioni. Noi a tutto ciò non vogliamo rassegnarci. Anzi stiamo lavorano per estendere la rete e le tutele per dare alle vittime un aiuto concreto. S.O.S. Impresa è nata per questo e così farà anche l’O.U.D.E. con cui abbiamo stretto un rapporto di collaborazione. Mi interessa anche evidenziare che il credito alle imprese, soprattutto alle piccole, deve diventare una grande questione nazionale poiché da esso dipende gran parte dello sviluppo del nostro Paese. Occorre, pertanto, che il Governo, il mondo bancario, le istituzioni e le forze sociali agiscano insieme per il raggiungimento di un unico fine quale la trasparenza e l’efficienza.

 

 

È possibile leggere e scaricare in pdf

 

FAI – Federazione delle Associazioni Antiracket ed Antiusura Italiane, Documento approvato dal Consiglio Direttivo e consegnato al Ministro Giuliano Amato, 7 giugno 2007

 

Relazione del Governatore della banca d'italia mario draghi alla commissione parlamentare antimafia, L'azione di prevenzione e contrasto del riciclaggio, 14 giugno 2007 

 

Ministero dell’Interno, rapporto sulla criminalità 2007,  giugno 2007

 

 

consigli di letture

Ombretta Ingrascì, Donne d’onore. Storie di mafia al femminile, Bruno Mondadori Editore

Che ruolo hanno avuto le donne all’interno della mafia? E com’è cambiato questo ruolo nel corso degli ultimi trent’anni? Il tema della presenza femminile all’interno di particolari contesti mafiosi, da sempre sottovalutato e tornato lentamente alla ribalta solo negli ultimi anni, rappresenta un argomento inedito, ricco di stimoli e di sorprese.

A esplorarlo con grande passione è una giovane studiosa che, attraverso l’esame di una fitta mole di documenti giudiziari, ma soprattutto attraverso lo sguardo dei protagonisti, collaboratori di giustizia intervistati direttamente da lei, indaga il multiforme e contraddittorio universo femminile di Cosa nostra e della ’ndrangheta, cogliendo i tratti di continuità e di rottura con il passato.

Dal ruolo tradizionale di custodi del codice culturale mafioso al diretto coinvolgimento nelle attività criminali, la posizione delle donne può essere letta come il risultato di una pseudoemancipazione: la “parità” raggiunta sul piano criminale non trova infatti riscontro nella sfera individuale, nella quale le donne appaiono ancora legate a vincoli propri di un sistema di genere patriarcale. Adottando un approccio rigoroso e al tempo stesso divulgativo, questo libro si rivolge a un pubblico vasto, spaziando dal mondo accademico ai lettori non specialisti. Strumento di studio da un lato, affascinante lettura di storie di vita dall’altro, Donne d’onore offre un compendio della letteratura sul tema e uno spaccato inedito del sistema mafioso, visto dall’interno