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Gratteri: “Ndranghetisti gay perdono credibilità e prestigio”

di Claudio Cordova - Per qualcuno si è trattato di semplice gossip. Per altri, invece, di un particolare interessante (e quindi notiziabilie) per comprendere e analizzare il fenomeno, visto che la 'ndrangheta ha sempre fatto della forza fisica,

della virilità, i suoi cavalli di battaglia per accrescere il proprio prestigio, soprattutto sulle nuove generazioni. Notiziabile, ulteriormente, perchè uno dei protagonisti sarebbe un boss carismatico, membro di quella che viene considerata la famiglia più potente della 'ndrangheta reggina. Le "lettere d'amore" tra Sebastiano Musarella e il boss Giovanni De Stefano, sviscerate – in anteprima – da Il Dispaccio, hanno scatenato un dibattito, attirando anche l'attenzione degli organi di stampa nazionali. Sul tema, vi proponiamo oggi l'intervista esclusiva a uno dei più grandi esperti di 'ndrangheta: il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri.
1) Già in passato lei ha affermato che l'omosessualità nella 'ndrangheta c'è ed è molto forte. Conferma tale dato?
In almeno sei indagini ci è capitato d'imbatterci in episodi di omosessualità. Non sono tanti, ma neanche pochi. La 'ndrangheta non è un corpo estraneo alla società, è un fenomeno in continua evoluzione. Ma è soprattutto un'organizzazione fatta di uomini, in cui ci possono essere anche persone che hanno avuto o hanno rapporti con altre dello stesso sesso.
2) Si tratta di tendenze che i boss stanno molto attenti a tenere riservate e segrete. Perché?
Perché l'omosessualità è considerata una debolezza che poco si addice alla "filosofia "criminale dello 'ndranghetista. Lo 'ndranghetista deve essere uomo, nella logica di questa organizzazione. Avete una famiglia, ma non dimostrare alcuna debolezza.
3) L'omosessualità viene criticata e condannata al pari di una relazione extraconiugale (e abbiamo diversi casi di persone uccise per tali vicende)?

Non mi risulta di omicidi per questo motivo. Mi risulta, invece, di persone che hanno visto precipitare il proprio prestigio all' interno della 'ndrangheta a causa delle loro debolezze.
4) E' possibile che un boss, anche di primo livello, possa veder crollare la propria "carriera" nel momento in cui venga scoperta la sua omosessualità?
Certamente, c'è ancora un certo machismo in questo tipo di organizzazioni. È difficile pensare di avere un boss che sia anche gay.
5) Raccontare queste vicende mina secondo lei la credibilità dei boss della 'ndrangheta? Li depotenzia? Fa bene la stampa a raccontare oppure è solo gossip?
Non saprei dire se parlando di questi argomenti, la 'ndrangheta possa risentirne a livello di immagine. Certamente, gli 'ndranghetisti che hanno orientamenti omosessuali, perdono credibilità e prestigio. Come ho detto prima, la 'ndrangheta non è un monolite, è fatta di uomini. E tra questi ci possono essere anche omosessuali.

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SCORTE 1992-2015


"GENNARO MUSELLA"


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Nel XXX° dell'uccisione
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Il 10 Maggio 2013 a Salerno,
manifestazione in memoria

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